padre…

Ecco che all’ alba  dei miei 27 anni mi chiedo: Dovevo adattarmi?, Dovevo seguire i consigli di mio padre?, Piegarmi docilmente ad accettare questa accozzaglia senza senso che chiamano società civile? si forse avrei potuto…. mi sarei  sposata , avrei avuto un buon lavoro, una bella casa a schiera ed una macchina decapottabile come i miei…si forse sarei felicemente finta, qualcun’altro.
 Un qualcuno che non si fa queste domande e che, senza la minima angoscia, di sabato mattina fa la spesa,  di domenica porta a spasso i bimbi in darsena e di  lunedì parla delle malattie infantili con le colleghe; il tutto vissuto talmente serenamente che persino  le lamentele sarebbero state normali, incredibilmente piacevoli e necessarie per dare un tocco finale al senso delle parole “inserita e  pienamente”.
 Probabilmente se avessi scelto questa strada maestra avrei avuto l’immancabile psicologo all’ultimo grido che aiuta i borghesucci decadenti a reprimere le domande scomode le quali, se troppo insistentemente chieste, porterebbero a distruggere questo   poster da  locale di periferia cittadina, che è  la nostra società civile, per creare dipinti sconnessi, quadri cattivi, rabbiosi, dalle tinte forti,  raffiguranti   strane figure inquietanti  alla goya…quadri che destabilizzerebbero le programmate vite di chi mangia sulla nostra ignoranza.
sia mai!!!!!!! piuttosto   daranno allo stolto, che per caso ha intuito qualcosa, subito due bastonate( qualche pastiglia basterà di certo!)affinché la sua coscienza si spaventi e torni a girare la ruota senza pensare  e delle sue domande abbia paura cosi tanto da relegarle nell’angolo più buio della sua mente e bollarle, sotto consiglio di qualche specialista,  come  patologie segrete.
Purtroppo, caro babbo, ci sono io in questa vita e non quella mia sosia con pargoletti ben vestiti che forse avresti voluto… ci sono io  …e qualche altro che, come me,  la ruota la gira male, che ogni tanto si ferma e scappa…spesso la fuga è breve, poi lo riacchiappano….ma ci son volte che qualcuno ce la fa , non torna più e fa si che anche in chi resta si  riaccenda la speranza,  quella che ti fa dire:  non è tempo perso  continuare a sognare e sopportare di essere perennemente combattuti sullo stile di vita, sulle scelte da fare e sulle azioni da compiere per non sentirsi solo”parte del problema” e patire di venir prontamente etichettati come pazzi solo perchè non si riesce a capire cosa ci sia di sensato in questa società civile la quale pretende solo e non da mai niente in cambio,  se non vane illusioni consumistiche                                                                                                                                                                                           Cosi nell’attesa di essere libera continuo a  spingere i nervi in tensione a sforzi ancora più grandi  per sognare e programmare un qualche agire e vivo in questo conflitto che, come il mare, dondola sulla spiaggia della nostra vita e la bagna di bellezza e speranza.  
Non mi resta che resistere, papà, anche contro il tuo sguardo deluso e disilluso da un passato troppo remoto per essere ricordato con precisione, un passato che ti ha lasciato l’amaro in bocca e ti spinge ad osteggiare le mie scelte, pur sapendo che non sono così lontane dalle tue di allora, con la differenza che tu ti sei arreso ed io, con te davanti, invece rafforzo le mie decisioni per non finire un giorno a sentirmi complice di un conformismo che sta uccidendo l’uomo. Ecco perchè, se vorrai, mi troverai nelle piazze  e in cio che scrivo.
Non mi voglio permettere il lusso di delegare e di non pensare, di non partecipare e di occuparmi solo di me stessa.. non voglio e non potrei.   Così , papà, abbracciami in ciò che  scrivo, perchè lo scrivo per non perdere il filo, per farmi coraggio, per lasciare aperti discorsi che ancora devono trovare interlocutori pazienti , perchè nella scrittura vi è il   prolungamento del mio desiderio di agire, di segnare, come l’aratro col campo, questa vita.
Rassegnati papa perchè credo che non vi sia mai un vero arrivo, un punto che chiuda il cerchio, ma solo un correre ed un ripercorrere linee di pensiero sempre migliorabili e mai perfette, un continuo chiedere, un continuo accorgersi che ciò che ci circonda e ci sembra tutto uguale è in verità in movimento e sempre diverso, ricco di sfumature da sottolineare affinchè, un domani, il dipinto anonimo che stiamo vivendo divenga capolavoro e i sogni si avvicinino a diventare da impossibili a realizzabili..
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Una risposta a padre…

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